Alberto Ciarla
Una volta lo si faceva per necessità, adesso si stanno accorgendo tutti che così è più buono.
Alberto Ciarla parla del suo inarrivabile fritto "antico" di molluschi e gamberi, rigorosamente senza pastella. Ma il discorso potrebbe valere in fondo per tutto il restaurant, che un tempo scandalizzava i gourmet romani, proponendo piatti a base di pesce crudo. Oggi è divenuto un classico, e c'è persino chi lo accusa di essere desueto, con gli arredi scuri e i piatti dello chef segnati in grassetto sul menu. Non è così: aiutati da un maitre di rara bravura e affabilità (bonus), ci siamo lasciati suggestionare dallo strepitoso ceviche di orata e dalla grande fantasia di crudi e marinati.
Ottime anche le tagliatelle al nero di seppia con crudo di mare limone e rosmarino e gli spaghetti all'astice.
Tra i secondi, il fritto già citato e l'aragosta al vapore. Si chiude con sorbetti di frutta, millefoglie e un caffè tra i migliori. Troverete sempre sei menu degustazione, una carta dei vini di respiro internazionale e una flute di spumante ad accogliervi. Il coperto non lo si paga più, e questo ci consente di assegnare un secondo bonus per la qualità della materia prima e la gentilezza del servizio.